Il Resto del Carlino

Paola Pasquarelli

- ROMA -

Lo chiamavano quattr'occhi e mezzo naso. Ora gli occhiali sono volati via grazie al laser e il naso si è ridimensionato, però l'uomo non dimentica i complessi e le insicurezze del ragazzo che era. Anzi al cruccio della sua vita, Claudio Baglioni ha dedicato una canzone, «Il naso di falco», scritta per gioco, e mai incisa. Un ritornello melodioso e scanzonato, di cui s'ignorava l'esistenza prima che lui stesso decidesse di intonarlo come sottofondo all'intervista fotografica con Paolo Bonolis, al «Senso della vita», stasera su Canale 5. Ma è solo la prima delle rivelazioni. Baglioni non lesina racconti e confessioni. Nessuno sapeva, c'è da scommetterci, perché è finita l'amicizia con Francesco De Gregori. «Tutto risale a diversi anni fa - spiega Baglioni - quando decidemmo di partire per la montagna con la mia macchina. Rimanemmo in panne sotto una forte bufera di neve. Lui scese a spingere l'auto mentre io, che ero alla guida, una volta ripartita l'auto me ne andai dimenticandomi completamente di lui. Tornai indietro solo dopo qualche chilometro e lo trovai congelato e arrabbiato nero». Ma torniamo a quattr'occhi e alla sua giovinezza complessata. Lui, più che alle ragazze, piaceva ai loro genitori, così capitava spesso che gliele affidassero per portarle alle feste. Quando tentò il primo approccio serio con una di loro lei le rispose: «No, per carità, tra me e te sarebbe una frittata». Né più felice fu l'esito di una lettera in cui Baglioni scrisse ad un'altra «t'amo» anzichè «ti amo». La storia finì ancor prima di cominciare.Per fortunac'era la musica, che lo vide protagonista per la prima volta all'età di 6 anni quando, in una trattoria sotto casa, si mise a cantare «Una casetta in Canadà». E, per fortuna, la mamma, a differenza di quello che forse avrebbero fatto tante altre al posto suo, lo spingeva a diventare cantante. «Non ti preoccupare di studiare figlio mio - diceva - quei libri ti rovinano gli occhi». Grazie a una canzone scritta per Rita Pavone arrivarono i primi soldi. «Si chiamava "Suggestione" - racconta Baglioni - era davvero una delle più brutte degli anni Sessanta».
Ma la frase più toccante, Baglioni la dedica al padre: «Era una persona onesta e a me l'onestà commuove più di ogni altra cosa. Lui lavorava con le mani e chi lavora con le mani dice sempre la verità».
 
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