Il Resto del Carlino

Ogni tanto ci si dimentica che esiste un solo programma nella televisione italiana che ospita la punteggiatura, interrogativa ed esclamativa, del jazz. S'intitola, non a caso, «Il senso della vita», quello di Paolo Bonolis. Che ama frequentare il pop e la canzone d'autore con entusiasmo da fan (meno di Fazio) ma ha dimostrato di capire e sentire anche altre musiche che fanno parte della cultura sonora del Secolo Moderno. Il Novecento. Capita quindi, anche facendo zapping ponderato, d'imbattersi in Stefano Di Battista (nella foto), artista del rooster Blue Note, sassofonista (alto e soprano) di valore internazionale, improvvisare da Charlie Parker ai giorni nostri e loro con il suo piccolo combo jazz. È una punteggiatura e uno stacco nel discorso, un racconto parallelo sul piano analitico, estetico, emotivo. Stimolante. Avvolgente. Ricorda il quartetto di Sonny Rollins, colosso del sax tenore hard bop, dopo il ritorno folgorante di «The Bridge», in un sabato sera Rai al teatro delle Vittorie. O lo spazio di libri e musica francese, quel brodo di cultura che rimane un esempio inimitabile di idee, pensieri, ironia. Vita. E buona televisione.

 
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