Libero
Paolo annuncia un nuovo format
VALERIA BRAGHIERI
MILANO un lottatore della tv, un divo sempre in salita che si agita, si sbraccia, urla e suda. Scivola, si arrampica di nuovo, ritorna in cima. Pare che il telespettatore lo vada a pescare cacciando le braccia dentro al video. Lo afferri per il collo, lo metta seduto in poltrona e gli dica: Adesso ascoltami». Perchè vuole che tutti si divertano quando sono sotto la sua protezione. O che "quantomeno" riflettano. Oggi, nel Paese dello share e dell'invidia per i soldi, sembra un po' un milionario triste. Sarà che si è chiesto se il suo “senso della vita” poggi davvero su un palinsesto. Ha alzato lo sguardo con un'espressione di collaudata perplessità e si è risposto. Anche andare a pescare trote per un pò, mica sarebbe male...».
E non è certo uno che minaccia a vuoto Paolo Bonolis. Quando si prende la responsabilità di un monologo, ne esce la lettura degli ingredienti di una bottiglia molotov. Quindi lo sa che non ci si può pentire delle decisioni importanti. Mediaset, Rai, Mediaset, Rai, Mediaset... Ha cambiato casacca un sacco di volte, si è allenato in quasi tutti gli show di questa scatola colorata fuori controllo, e ora ha un pò di fiatone.
Anche i realisti, di tanto in tanto, hanno bisogno di una pausa. E lui non è uno da colpi di teatro. Che la vita non vira mai in maniera percettibile, lo si scopre dopo che la virata è già avvenuta. Allora, queste trote? Si è stancato sul serio di fare tv? Ci sono stato davvero a pescare le trote una volta. In Ecuador. Da solo... Splendida esperienza. Ed è altrettanto vero che ho voglia di una pausa dal video.
Faccio televisione da venticinque anni, mi sono fatto carico di quasi tutte le fasce del palinsesto, credo di potermi permettere di scegliere cosa evitare e di assentarmi per un pò». Ma cos'ha? Sorride solo quando è in Paradiso. Negli spot, intendiamo... Entrare in uno studio tv significa ancora “star bene” o è solo “andare a lavorare”? IL SENSO DELLA VITA è una passione che diventa lavoro. FATTORE C è un lavoro in cui cerco di mettere passione. Così come ho fatto per SERIE A. Non avrei voluto condurlo, ma mi ci sono speso ugualmente, perchè vivo troppa dignità professionale. Poi, purtroppo, non è detto che tutti “i piatti” riescano. Quando fai le cose che ti piacciono c'è una bella luce, e allora tutto ha un senso. Ma se devo stare in tv tanto per starci... Non ho voglia di rimanerci parassitariamente, come certi registi che fanno film senza avere nulla da comunicare, o certi scrittori che scrivono libri quando non hanno nulla da dire». In tv sembra un pò triste... Non ho mai portato in tv qualcosa di diverso da quello che sono. Ma il lavoro e gli ascolti non c'entrano nulla». Perchè si è stufato? Perchè oggi non si fa tv perchè si pensa al pubblico, si fa tv per “andare contro” qualcuno. Sono tutti pieni di ansia in tv. Le preoccupazioni invecchiano la pelle e oggi la tv è troppo preoccupata. Io non mi faccio botulini, non mi tingo, non parlo linguaggi che non conosco. FATTORE C per esempio, è un programma antagonista.
Elegante, ben fatto, funziona... Ma è antagonista. Aspetto solo di restituire quella fascia al legittimo proprietario (Gerry Scotti, ndr)». Lei è stato molto spesso in cima, ogni tanto è scivolato, ha sempre ricominciato.
Poi, a un certo punto, in tv sono arrivati emeriti sconosciuti. Come la Bianchetti... O Insinna...
Insinna non è male, lui mi piace. Certo, oggi c’è gente che fa la televisione e gente che in televisione ci sta. Con Peter Pan, Sanremo, Ciao Darwin, Domenica in... Mi sono preso dei lussi e dei rischi in questi anni, oltretutto non ho mai testi scritti. Perchè è vero che la tv ingigantisce l'animo e lo spirito di chi la sta raccontando». Perchè à tornato a Mediaset? Perchè non avevo alcuna possibilità di restare in Rai con quel clima. Perchè l'offerta è stata molto allettante, perchè mi hanno fatto fare IL SENSO DELLA VITA che avevo proposto anche in viale Mazzini senza essere ascoltato». Una delle poche innovazioni tv è LA PUPA E IL SECCHIONE. Cosa le ricorda? CIAO DARWIN. Ma è giusto che sia così, che ci siano trasmissioni “madre”, non mi scandalizzo». Se oggi dovesse raccontare gli italiani, con che programma lo farebbe? Non è che ne ha già pronto uno? Mi piacerebbe un epilogo di CIAO DARWIN, era una formula vincente quella di contrapporre categorie avversarie. Il potere si confeziona creando un nemico: bianchi-neri, gay-etero, credenti-laici... In effetti ho già pronto un nuovo format. L'ho appena consegnato all'azienda. Ha una modalità di racconto molto particolare. Mi piacerebbe fosse il mio ultimo programma prima di una lunga pausa dalla tv».
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Libero | Malinconia Bonolis "Racconto gli italiani e mi ritiro" | 51 Kb |