Libero

di LEONARDO IANNACCI

 
ROMA Dopo un’estate di silenzi, riecco Paolo Bonolis. In esclusiva per Libero, tra una riunione di lavoro e un bagno a mare con i piccoli Davide e Silvia, l’irrefrenabile del video anticipa il suo caldo autunno. In televisione e anche al cinema: «Ho appena terminato di girare il mio primo, vero film: si chiama “Commediasexy” e interpreto un uomo politico romano permeato da un cinismo tutto capitolino. A chi mi sono ispirato? Dire Alberto Sordi sarebbe una bestemmia, ma insomma il vernacolo c’è. Il film uscirà a Natale. È una commedia stile anni ‘60 che ho fatto senza ambizioni da star. La cosa che mi ha colpito di più sul set? A parte le grazie di Elena Santarelli, ho notato che si sta sempre ad aspettare qualcosa... Diceva il grande Eduardo: che fare quando si gira? Scegliersi una seggiola comoda». Dal set agli studi televisivi, il suo acquario preferito. Si annuncia un autunno nel segno di Bonolis . «Torno con “Il senso della vita”, due puntate in seconda serata, forse il martedì e il giovedì. Una in diretta con forum e ospiti anche via web, l’altra registrata su una realtà più trasversale. Nelle altre giornate, a quell’ora, c’è l’attualità di Mentana con il suo Matrix e dobbiamo ancora dividerci i compiti perché sulla Rai c’è Bruno Vespa». La novità è il grande ritorno di Bonolis in prima serata. Il martedì? «Boh. Dobbiamo ancora fissare la serata che non sarà sicuramente quella del sabato, istituzionalmente dedicata al varietà. Il mio sarà un quizgame leggiadro e imperniato sul divertimento puro. Il titolo del programma sarà “Fattore C” ». Torna con la sua spalla preferita, Laurenti. Senza Luca (Laurenti, ndr), lei sembra un po’ Totò senza Peppino... «Luca è qualcosa più di una spalla. So sempre dove si trova, cosa fa, che pensa. È insolito e metafisico, nel senso di fisico a metà». A lei non manca il coraggio: ama spesso lasciare un format di successo e tentare nuove sfide. Come sarebbe il suo programma ideale? «La televisione ha scavato ne gli ultimi tempi una barriera tra sè e lo spettatore, ha costruito una netta forma di distacco. Mi piacerebbe avvicinarmi al povero utente con maggiore semplicità. Ne “Il senso della vita” spero di raggiungere questo obiettivo. Con il “Fattore C” invece l’obiettivo è quello di divertire con spensieratezza». Cosa ricorda di Affari tuoi? «Quasi dieci milioni di italiani che ci seguivano ogni sera. Con grande libertà. Gente che non avevano una pistola puntata alla tempia con l’ordine di sintonizzarsi su Raiuno». Nostalgia di Striscia la notizia e delle polemiche con Ricci? «È un programma che non rifarei più per tutto l’oro del mondo. Una porta chiusa. La dignità va rispettata quando si lavora. E poi penso che anche loro non sentano la mia mancanza». Considera “Serie A” il primo vero flop della sua carriera? «Lo ricordo come un episodio piccolo piccolo che ha calpestato molti rapporti umani... Le confido una cosa: volevo sottotitolare quel programma “Un mondo a parte” e, poi, in effetti il calcio si è rivelato un pianeta a sè, con regole e paradossi tutti suoi. Un giocattolo che non affascina più come prima». Cosa guarda oggi Bonolis in tv? «Programmi per bambini con i miei figli, basket, atletica e un po’ di calcio. E poi film comici, soprattutto italiani». Condurrebbe un reality? «No, è una tv di coazione, irreale. La filosofia di questi programmi tradisce la definizione reality: sono falsi, hanno personaggi uguali tra loro. Sono format, dal GF all’Isola dei famosi, molto artificiali. Era più genuino “Affari tuoi”: in ventidue minuti i concorrenti si giocavano tutto, senza finzioni». Sanremo 2006 sarà targato Baudo: Superpippo salverà il Festival? «Sarà una bellissima edizione, però Baudo non è l’unico in grado di condurre bene Sanremo. Nel 2005 il mio fu divertente ed elegante. Come i due condotti da Fabio Fazio anni prima. Non declinerei Sanremo nel nome di Baudo. Sarebbe un’ingiustizia».
 
Libero del 24-8-06
 
IL PERSONAGGIO
IL FILM DI D’ALATRI Non è un caso se Paolo Bonolis , a quarantacinque anni, si è dato “anche” al cinema interpretando “Commediasexi” di Alessandro D’Alatri: i film rappresentano infatti il primo grande amore di Paolo che, giovanissimo, aprì una piccola casa di produzione realizzando un cortometraggio intitolato “L’appuntamento”, basato su una novella di Milan Kundera. Ma il suo vero destino è stata poi la televisione. LA TELEVISIONE Dopo una prima trasmissione in Rai, “Tre due uno contatto... game” (1981), lo aspetta “Bim bum bam”, su Italiauno che conduce dal 1983 al 1990, insieme a Licia Colò. Gli anni Novanta sono pieni di soddisfazioni: in Fininvest e in Rai conduce format di successo, come “I Cervelloni” e “Beato tra le donne” (1993), “Tira e molla” (1996), “Un disco per l’estate” (‘97), “Ciao Darwin” (dal ‘98 al 2001) e “Chi ha incastrato Peter Pan” (99). I NUOVI PROGETTI Dopo “Domenica In”, il festival di Sanremo e “Affari tuoi” in Rai è al timone della trasmissione domenicale calcistica “Serie A” per le reti Mediaset. Esperienza breve e sfortunata per Paolo Bonolis che si è poi rilanciato alla grande con il “Il senso della vita” e si appresta a debuttare, il prossimo autunno, in prima serata con il game-quiz “Fattore C”.
 
 
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