A oggi la chiesa lo considera un eretico, ma matthew Fox è un teologo, il cui libro “Original blessing” (ora tradotto in italiano con il titolo “In principio era la gioia”) ha provocato una specie di terremoto nel mondo cattolico (per cui lui, frate domenicano, è stato espulso dall’ordine dall’allora cardinal Ratzinger).
Ora, dopo vent’anni, il testo è stato tradotto in italiano, dall’editore Fazi – primo libro di una collana “Campo dei fiori” diretta da Elido Fazi e Vito Mancuso.
Bruno Pistocchi è un uomo che ha consacrato la vita a Dio, missionario in luoghi in cui la parola di Dio sembra non ascoltata a causa della sofferenza, le guerre e le precarie condizioni economiche. Vive in pieno amore, fino a che l'amore, quello per una donna gli rivoluziona la vita. Le sue abitudini sono stravolte dal sentimento per una donna. Bruno Pistocchi è un uomo fedele a Dio ma anche ai suoi sentimenti. Si sposa ha due figli e conserva l'amore per Dio. Essere prete per lui è sempre stata una forma di servizio per gli altri ed una crescita personale. Missionario in luoghi drammatici, ha vissuto questa sua dedizione verso il prossimo come un'esperienza vissuta in pienezza, capace di cambiare o plasmare i suoi punti di vista e le prospettive di vita. Inizia tutto con un viaggio in Palestina per studiare la Bibbia e la teologia a fine anni sessanta. Di punto in bianco si è trovato a passare dalla teoria alla pratica. Dalla parola di Dio scritta, all'agire in modo cristiano, nel pieno conflitto israelo-palistinese. "Mi sono accorto che le cose essenziali nella vita non sono poi tante - confida Bruno Pistocchi - E' relativa la nostra efficienza occidentale. Non portiamo cultura e civiltà, ma spesso interessi economici da difendere. Anche se devo dire che ho conosciuto tanti missionari che lavorano per il signore, uomini che vanno oltre gli interessi materiali, gran belle persone". Poi accede un punto di rotture e di svolta nella sua vita. Durante il campo di lavoro in Egitto conosce Gabriella. Un incontro che ha cambiato il suo destino. "Venivo da un esperienza da Timor est che mi fece cadere alcune certezze. Mi trovai di fronte una bella ragazza per la quale persi la testa. Avevo carenze d'affetto. Avevo doveri da rispettare, promesse da mantenere- ci rivela Bruno- parlai con i miei superiori dissi loro tutto ciò che mi stava attraversando il cuore . Loro credevano fosse un fuoco di paglia, ma mi resi conto che non era facile che si troncasse, le cose diventarono sempre più intense. Da allora in poi avrei fatto una vita diversa. Lasciai i voti. Chiesi il permesso a Paolo sesto e mi sposai in chiesa. Non ripudio niente della mia esperienza da sacerdote". Il primo scoglio che ha affrontato l'ex don Bruno è stata l'esigenza di dover lavorare per mantenersi. "Prima ero garantito sotto tutti i punti di vista- confessa il nostro ospite-.Trovavo ovunque una casa dove mangiare, dormire, sapevo come e dove andare dal dottore. Insomma avevo determinate certezze con i miei confratelli. Non sapevo cosa fossero le bollette. Fortunatamente Gabriella insegnava, io conoscendo le lingue traducevo, e così abbiamo messo su una dignitosa famiglia". Paolo insiste nel volersi far definire in qualche modo da Bruno Pistocchi il concetto d'amore e la sua interpretazione non tarda a farsi valere: "L'amore non ha facce, l'amore è -asserisce perentorio il signor Pistocchi- Poi tu lo riversi in ogni forma di voler bene. Voler bene è Dio. La chiesa è un altro discorso. L'amore è Dio. Tutto ciò che è positivo è Dio. Il celibato ecclesiastico è una legge non è una scelta di Dio. E' una scelta difficilissima. Tanto di cappello per chi la porta fino in fondo, ma dovrebbe essere una scelta personale, non deve essere un'esigenza ideologica. Il celibato è un optional, è una scusa in più forse ma per qualcuno è un alibi. C'è da dubitare di questo amore universale che non ha materia su cui posarsi. Io ho umanizzato con la mia famiglia questo amore così universale. Io non credo alla quantita' , ma alla quantita'. Se un prete riesce davvero a patire dentro come si fa con i nostri figli penso che la sua paternita' sia uguale alla nostra. Come si fa a giudicare. Quando è nata mia figlia è cambiato il mio senso della vita. Anche dopo il mio sacerdozio io dentro resto ancora prete , posso benissimo confessare tanto quanto un sacerdote più santo di me. La chiesa romana non mi ha chiuso le porte, continuo a fare esercizi per loro, ma sono esercizi marginali, ogni piccola possibilità me la devo conquistare. Se a loro va bene così, mi adeguo"... Parole sante.