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Martedì 17 Maggio 2011 12:20

Amoreena Winkler

Pubblicato in Storie
Lunedì 17 Marzo 2008 17:03

Giò Stajano

 

"Ho aperto io le porte agli omosessuali. Sono stato il primo omosessuale dichiarato in Italia". Maria Gioacchina Stajano è anche un precursore; è stato uomo si è operato ed è diventata donna in un periodo in cui questa trasformazione era vista come un'utopia, un vero scandalo. Ma Giò Stajano non è e non è stato solo questo. E' anche il coraggio che si fa uomo e donna al contempo. Un'icona di un lungo e largo periodo italiano. La sua vita non è una storia ma un tracciato storico dell'Italia degli ultimi 50 e passa anni. A suo dire "si è ritirata dal mondo 10 anni fa". Attualmente vive a San Nicola nel paese natio in Salento. Ha abbandonato tutto ciò che per lei aveva senso (scandali, trasgressione, tendenza, mondanità) per "rinascere nella luce". Giovanissimo, andò a Roma all'università, ma era più affascinato dal richiamo artistico di via Margutta. Conobbe De Chirico, Moravia, Guttuso e altre personalità di quell'epoca. Lei, che era tra l'altro nipote del gerarca fascista Achille Storace, sconvolse negli anni 50 quando dichiarò la sua omosessualità. "Mi ero stancato di fingere che mi piacessero le ragazze" confessa in studio. Rampollo di una famiglia fascista, ma consapevolmente omosessuale decise di mettere in piazza se stesso. Aspirava al successo, ma il suo era anche un forte segno di ribellione. Faceva parte di una cerchia di persone estrose, creativi e artisti. Nel libro di Willy Vaira, Pubblici scandali e private virtù. Dalla Dolce Vita al Convento Manni Editore (Lecce 2007) sono raccontate con lucida precisione, avvincente tensione e appassionante realismo tutti gli aneddoti della sua vita; come quando con Novella Parigini (stilista) e una sua modella nell'estate del 59 prendevamo accordo coi paparazzi per apparire e far vendere le fotografie di un bagno in notturna nella fontana di piazza di Spagna. In quegli anni conobbe Federico Fellini, il quale prese spunto dal gesto di Stajano per girare il celebre bagno della Ekberg nella Fontana di Trevi. "Federico aveva l'abitudine di deformare i personaggi, ma io avevo avuto un'educazione seria e non ero in grado di fare quello che voleva lui - Confida la Stajano- Quindi feci parte solo di una sequenza del suo film, non me la sentivo d'interpretarmi in quel modo parodistico in cui Federico mi vedeva". In quegli anni, Giò Stajano era provocatore, pittore, scrittore, giornalista e attore. Ha fatto nascere il gossip. Ha fatto parlare e scrivere di scandali. Poi a seguire la grande decisione di operarsi. "Ho sempre avuto un conflitto d'identità di genere - ammette la Stajano - Avevo sempre sperato che la natura avesse preparato un modo per risolvere il conflitto. Presi l'aereo e andai a Casablanca in clinica e divenni donna. Poi mi resi conto che è più faticoso essere donna che omosessuale, a causa delle giarrettiere, del vestirsi, truccarsi e tante altre cose. Da bambini, le femminucce già sapevano che avrebbero dovuto dedicare tempo ed energia per curarsi l'estetica e per diventare donne. Io da bambino sapevo solo che dovevo essere figlio della lupa. Poi però notai alcuni vantaggi: essendo donna, non pagavo più gli uomini che mi interessavano, ma misi un annuncio sul Messaggero e cominciai a farmi pagare dagli uomini". Esilarante è il racconto (in video nel sito) della rapina dei gioielli da parte di un cliente-malfattore che quando scopre che si tratta di bigiotteria chiede alla Stajano di consumare un rapporto sessuale; la risposta è accondiscendente, ma con sincera confessione all'uomo che anche sotto veste avrebbe trovato bigiotteria. A quel punto, pur di dare al malcapitato rapinatore qualcosa di autentico Gioacchina decide di offrirgi un piatto di spaghetti. La sua vita, cambia definitivamente nel momento in cui si mette in testa di realizzare l'ennesima provocazione: prendere i voti e diventare suora presso le suore del sacro cuore. Ma dopo avere vissuto per tre mesi una dimensione spirituale, mai avvicinata così profondamente, alla vigilia del prendere i voti, confessa tutto alla madre superiora, la quale la rassicura e la accoglie con cristiana carità. La Stajano, a questo punto, non si sente più blasfema, ma scopre e vive tutta la sua esistenza in piena fede. L'ennesima rivoluzione di una vita vissuta continuamente in trasformazione, ma con un punto fermo indissolubile: il coraggio di vivere sempre intensamente. 
 
 
Pubblicato in Storie
Domenica 13 Aprile 2008 00:35

Alda Merini

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Pubblicato in Incontri