Visualizza articoli per tag: Giornalista
Martedì 17 Maggio 2011 13:12

Roberto D'Agostino

Pubblicato in Incontri
Martedì 10 Maggio 2011 21:36

Antonella Clerici

Pubblicato in Fotointerviste
Martedì 10 Maggio 2011 21:30

Clemente Mimun

Giornalista, nasce a Roma nel 1953. Viene assunto dalla RAI nel dicembre del 1983. Al Tg1 da redattore ordinario, passa alla qualifica di giornalista parlamentare, quindi caposervizio interni e successivamente capo della redazione degli speciali. Nel 1991 è tra i fondatori del Tg5 divenendo vicedirettore. Dal maggio 2002 al settembre 2006 è direttore del TG1. Il 3 luglio 2007 torna al TG5 nelle vesti di direttore, succedendo  Carlo Rossella.

Pubblicato in Incontri
Mercoledì 04 Maggio 2011 11:22

Alfonso Signorini

Pubblicato in Fotointerviste
Domenica 10 Aprile 2011 22:44

Mario Tozzi

 

Mario Tozzi, non ha bisogno di presentazioni per il grande pubblico televisivo. È un geologo, divulgatore scientifico, giornalista e saggista italiano, noto anche come autore e personaggio televisivo. Nella sua miniconferenza ci svela in studio alcune ipotesi di enfatizzazione di miracoli.
Il suo intervento va a delineare “il senso fisico del mito”. Supportato dall’esperienza del professore nonché docente in chimica dell’università di Pavia, Luigi Garlaschelli, riguardo ad uno dei più celebri miracoli fatti in casa: la liquefazione del sangue di Gennaro a Napoli. Garlaschelli dimostra come, attraverso un antico infuso, sia possibile realizzare la liquefazione. A seguire il professor Tozzi ci introduce con una serie di immagini e spiegazioni, nella voce del terremoto: l’oracolo di Delfi. L’oracolo parlava attraverso una pizia. La trance della pizia per il prof Tozzi è plausibile, ma costretta nell’adyton (dei gas naturali del sottosuolo) la sacerdotessa respirava i gas emanati che arrivavano in superficie attraverso due grandi spaccature che provocavano il miracolo. Idem dicesi per le visioni della pastorella Bernardette a Lourdes. La zona della scaturigine dell’acqua all’epoca ed ancora ora era disseminata e piena zeppa di funghi Psicylocibe Semilanceata, che provocavano effetti allucinogeni se mangiati. Insomma una miniconferenza che vuole restituire un senso fisico ai miracoli.
 
Pubblicato in Mini Conferenze
Venerdì 01 Aprile 2011 17:02

Massimo Polidoro

 

Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, ha pubblicato una trentina di libri, il gruppo Repubblica-L’Espresso ne ha mandati in edicola sei allegandoli ai suoi quotidiani, mentre di un altro volume sono stati venduti i diritti per un film della 20th Century Fox. E’ inoltre considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito: co-fondatore e segretario del CICAP (Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) è stato il primo e unico docente italiano di un corso universitario (all’Università di Milano-Bicocca) dedicato alla psicologia dell’insolito. In trasmissione ci racconta la psicologia dell’insolito e le tecniche per svelare ogni tipo di inganno pseudo paranormale. Polidoro, come già accennato, è fondatore del CICAP insieme allo stesso Angela e a scienziati e studiosi come Umberto Eco, Margherita Hack, Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi. Polidoro in carriera ha seguito le tracce di Dracula in Transilvania e si è inginocchiato sulla tomba di Robin Hood. Ha dormito in castelli stregati e navigato sul Loch Ness. Ha girato per il mondo tenendo conferenze su fate e folletti. Sa piegare i metalli e muovere le lancette degli orologi. A soli 20 anni prediceva i titoli dei giornali. A 30 teneva il primo corso universitario di Psicologia dell’insolito. Perché non ha ancora vinto il premio Randi? Be’, perché da bravo Dylan Dog lui i misteri li insegue e li svela, non se li inventa...
La sua missione è quella di capire ciò che a prima vista appare insolito e se, lungo la strada, si imbatte in qualche ciarlatano o truffatore non si fa problemi a smascherarlo. Ma come ogni Martin Mystère che si rispetti lo fa sempre con la speranza di imbattersi un giorno in qualcosa di veramente inspiegabile e magari paranormale.
Di indole curiosa e affascinato dalla magia fin da bambino, aveva due sogni: scrivere storie del mistero e diventare Houdini. Poi il destino gli ha fatto capitare tra le mani un libro di Piero Angela intitolato Viaggio nel mondo del paranormale, volume di parapsicologia che esaminava fenomeni inspiegabili con occhio critico. Un libro «non per chi vuole credere, ma per chi vuole capire» recitava la copertina. E, in un attimo, tutto è cambiato. Avrebbe potuto diventare un illusionista e invece si è trasformato in un grande detective del mistero Il resto è storia, cofondatore del CICAP, scrittore, giornalista… tutti sanno chi è Massimo Polidoro. Sembra una storia da fumetto, non è vero? Infatti, non solo il papà di Dylan Dog è davvero un caro amico di Massimo ma Alfredo Castelli ha trasformato il nostro eroe nel personaggio di un’avventura di Martin Mystère e Giacomo Gardumi ne ha fatto addirittura il protagonista di un romanzo (L’eredità di Bric). Un grande onore? Certo, eppure pare che anche le persone che lo hanno guidato in questi anni siano state lusingate di averlo avuto intorno. Non è un caso, insomma, se Piero Angela lo ha definito «eccezionale» e di lui Randi ha detto che è stato «uno dei migliori investimenti della mia vita».
 
Pubblicato in Mini Conferenze
Sabato 26 Marzo 2011 17:17

Gino Castaldo

Gino Castaldo, giornalista di critica musicale, scrive per il quotidiano “La Repubblica” e cura l'inserto settimanale «Musica» dello stesso quotidiano. Dal 2005, insieme ad Ernesto Assante, tiene delle “Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica” con lo scopo di approfondire, e far interagire il pubblico con la storia di coloro che sono entrati nella leggenda del rock. Presentando un brano, di volta in volta, Castaldo metterà a fuoco in trasmissione gli aneddoti, i retroscena, i rilievi storiografici, le curiosità e tutto ciò che non è dato a sapere a noi umani...

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Lunedì 17 Marzo 2008 17:03

Giò Stajano

 

"Ho aperto io le porte agli omosessuali. Sono stato il primo omosessuale dichiarato in Italia". Maria Gioacchina Stajano è anche un precursore; è stato uomo si è operato ed è diventata donna in un periodo in cui questa trasformazione era vista come un'utopia, un vero scandalo. Ma Giò Stajano non è e non è stato solo questo. E' anche il coraggio che si fa uomo e donna al contempo. Un'icona di un lungo e largo periodo italiano. La sua vita non è una storia ma un tracciato storico dell'Italia degli ultimi 50 e passa anni. A suo dire "si è ritirata dal mondo 10 anni fa". Attualmente vive a San Nicola nel paese natio in Salento. Ha abbandonato tutto ciò che per lei aveva senso (scandali, trasgressione, tendenza, mondanità) per "rinascere nella luce". Giovanissimo, andò a Roma all'università, ma era più affascinato dal richiamo artistico di via Margutta. Conobbe De Chirico, Moravia, Guttuso e altre personalità di quell'epoca. Lei, che era tra l'altro nipote del gerarca fascista Achille Storace, sconvolse negli anni 50 quando dichiarò la sua omosessualità. "Mi ero stancato di fingere che mi piacessero le ragazze" confessa in studio. Rampollo di una famiglia fascista, ma consapevolmente omosessuale decise di mettere in piazza se stesso. Aspirava al successo, ma il suo era anche un forte segno di ribellione. Faceva parte di una cerchia di persone estrose, creativi e artisti. Nel libro di Willy Vaira, Pubblici scandali e private virtù. Dalla Dolce Vita al Convento Manni Editore (Lecce 2007) sono raccontate con lucida precisione, avvincente tensione e appassionante realismo tutti gli aneddoti della sua vita; come quando con Novella Parigini (stilista) e una sua modella nell'estate del 59 prendevamo accordo coi paparazzi per apparire e far vendere le fotografie di un bagno in notturna nella fontana di piazza di Spagna. In quegli anni conobbe Federico Fellini, il quale prese spunto dal gesto di Stajano per girare il celebre bagno della Ekberg nella Fontana di Trevi. "Federico aveva l'abitudine di deformare i personaggi, ma io avevo avuto un'educazione seria e non ero in grado di fare quello che voleva lui - Confida la Stajano- Quindi feci parte solo di una sequenza del suo film, non me la sentivo d'interpretarmi in quel modo parodistico in cui Federico mi vedeva". In quegli anni, Giò Stajano era provocatore, pittore, scrittore, giornalista e attore. Ha fatto nascere il gossip. Ha fatto parlare e scrivere di scandali. Poi a seguire la grande decisione di operarsi. "Ho sempre avuto un conflitto d'identità di genere - ammette la Stajano - Avevo sempre sperato che la natura avesse preparato un modo per risolvere il conflitto. Presi l'aereo e andai a Casablanca in clinica e divenni donna. Poi mi resi conto che è più faticoso essere donna che omosessuale, a causa delle giarrettiere, del vestirsi, truccarsi e tante altre cose. Da bambini, le femminucce già sapevano che avrebbero dovuto dedicare tempo ed energia per curarsi l'estetica e per diventare donne. Io da bambino sapevo solo che dovevo essere figlio della lupa. Poi però notai alcuni vantaggi: essendo donna, non pagavo più gli uomini che mi interessavano, ma misi un annuncio sul Messaggero e cominciai a farmi pagare dagli uomini". Esilarante è il racconto (in video nel sito) della rapina dei gioielli da parte di un cliente-malfattore che quando scopre che si tratta di bigiotteria chiede alla Stajano di consumare un rapporto sessuale; la risposta è accondiscendente, ma con sincera confessione all'uomo che anche sotto veste avrebbe trovato bigiotteria. A quel punto, pur di dare al malcapitato rapinatore qualcosa di autentico Gioacchina decide di offrirgi un piatto di spaghetti. La sua vita, cambia definitivamente nel momento in cui si mette in testa di realizzare l'ennesima provocazione: prendere i voti e diventare suora presso le suore del sacro cuore. Ma dopo avere vissuto per tre mesi una dimensione spirituale, mai avvicinata così profondamente, alla vigilia del prendere i voti, confessa tutto alla madre superiora, la quale la rassicura e la accoglie con cristiana carità. La Stajano, a questo punto, non si sente più blasfema, ma scopre e vive tutta la sua esistenza in piena fede. L'ennesima rivoluzione di una vita vissuta continuamente in trasformazione, ma con un punto fermo indissolubile: il coraggio di vivere sempre intensamente. 
 
 
Pubblicato in Storie
Domenica 27 Aprile 2008 00:35

Giuseppe Altamore

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Pubblicato in Incontri
Lunedì 17 Marzo 2008 00:35

Massimo Fini

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Pubblicato in Incontri