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Martedì 17 Maggio 2011 12:28

Marco Cesati Cassin

Pubblicato in Incontri
Mercoledì 04 Maggio 2011 11:22

Alfonso Signorini

Pubblicato in Fotointerviste
Lunedì 18 Aprile 2011 17:05

Matthew Fox

A oggi la chiesa lo considera un eretico, ma matthew Fox è un teologo, il cui libro “Original blessing” (ora tradotto in italiano con il titolo “In principio era la gioia”) ha provocato una specie di terremoto nel mondo cattolico (per cui lui, frate domenicano, è stato espulso dall’ordine dall’allora cardinal Ratzinger).

Ora, dopo vent’anni, il testo è stato tradotto in italiano, dall’editore Fazi – primo libro di una collana “Campo dei fiori” diretta da Elido Fazi e Vito Mancuso.

Pubblicato in Incontri
Lunedì 18 Aprile 2011 18:01

Erri De Luca

 

Napoletano, è uno scrittore, traduttore e poeta italiano.
 
Pubblica il primo romanzo nel 1989, a quasi quarant'anni: Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a Napoli. Regolarmente tradotto in francese, spagnolo, inglese, tra il 1994 e il 2002 riceve il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre Cavalli e il Femina Etranger per Montedidio.
 
È del 1999 il libro Tu, mio. Collabora a diversi giornali (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Manifesto, Avvenire, Gli Altri) e oltre ad articoli d'opinione, scrive occasionalmente anche di montagna.
Pubblicato in Incontri
Venerdì 01 Aprile 2011 17:02

Massimo Polidoro

 

Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, ha pubblicato una trentina di libri, il gruppo Repubblica-L’Espresso ne ha mandati in edicola sei allegandoli ai suoi quotidiani, mentre di un altro volume sono stati venduti i diritti per un film della 20th Century Fox. E’ inoltre considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito: co-fondatore e segretario del CICAP (Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) è stato il primo e unico docente italiano di un corso universitario (all’Università di Milano-Bicocca) dedicato alla psicologia dell’insolito. In trasmissione ci racconta la psicologia dell’insolito e le tecniche per svelare ogni tipo di inganno pseudo paranormale. Polidoro, come già accennato, è fondatore del CICAP insieme allo stesso Angela e a scienziati e studiosi come Umberto Eco, Margherita Hack, Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi. Polidoro in carriera ha seguito le tracce di Dracula in Transilvania e si è inginocchiato sulla tomba di Robin Hood. Ha dormito in castelli stregati e navigato sul Loch Ness. Ha girato per il mondo tenendo conferenze su fate e folletti. Sa piegare i metalli e muovere le lancette degli orologi. A soli 20 anni prediceva i titoli dei giornali. A 30 teneva il primo corso universitario di Psicologia dell’insolito. Perché non ha ancora vinto il premio Randi? Be’, perché da bravo Dylan Dog lui i misteri li insegue e li svela, non se li inventa...
La sua missione è quella di capire ciò che a prima vista appare insolito e se, lungo la strada, si imbatte in qualche ciarlatano o truffatore non si fa problemi a smascherarlo. Ma come ogni Martin Mystère che si rispetti lo fa sempre con la speranza di imbattersi un giorno in qualcosa di veramente inspiegabile e magari paranormale.
Di indole curiosa e affascinato dalla magia fin da bambino, aveva due sogni: scrivere storie del mistero e diventare Houdini. Poi il destino gli ha fatto capitare tra le mani un libro di Piero Angela intitolato Viaggio nel mondo del paranormale, volume di parapsicologia che esaminava fenomeni inspiegabili con occhio critico. Un libro «non per chi vuole credere, ma per chi vuole capire» recitava la copertina. E, in un attimo, tutto è cambiato. Avrebbe potuto diventare un illusionista e invece si è trasformato in un grande detective del mistero Il resto è storia, cofondatore del CICAP, scrittore, giornalista… tutti sanno chi è Massimo Polidoro. Sembra una storia da fumetto, non è vero? Infatti, non solo il papà di Dylan Dog è davvero un caro amico di Massimo ma Alfredo Castelli ha trasformato il nostro eroe nel personaggio di un’avventura di Martin Mystère e Giacomo Gardumi ne ha fatto addirittura il protagonista di un romanzo (L’eredità di Bric). Un grande onore? Certo, eppure pare che anche le persone che lo hanno guidato in questi anni siano state lusingate di averlo avuto intorno. Non è un caso, insomma, se Piero Angela lo ha definito «eccezionale» e di lui Randi ha detto che è stato «uno dei migliori investimenti della mia vita».
 
Pubblicato in Mini Conferenze
Giovedì 09 Novembre 2006 12:57

Aldo Busi

Pubblicato in Fotointerviste
Domenica 27 Aprile 2008 12:07

Bruno Pistocchi

Bruno Pistocchi è un uomo che ha consacrato la vita a Dio, missionario in luoghi in cui la parola di Dio sembra non ascoltata a causa della sofferenza, le guerre e le precarie condizioni economiche. Vive in pieno amore, fino a che l'amore, quello per una donna gli rivoluziona la vita. Le sue abitudini sono stravolte dal sentimento per una donna. Bruno Pistocchi è un uomo fedele a Dio ma anche ai suoi sentimenti. Si sposa ha due figli e conserva l'amore per Dio. Essere prete per lui è sempre stata una forma di servizio per gli altri ed una crescita personale. Missionario in luoghi drammatici, ha vissuto questa sua dedizione verso il prossimo come un'esperienza vissuta in pienezza, capace di cambiare o plasmare i suoi punti di vista e le prospettive di vita. Inizia tutto con un viaggio in Palestina per studiare la Bibbia e la teologia a fine anni sessanta. Di punto in bianco si è trovato a passare dalla teoria alla pratica. Dalla parola di Dio scritta, all'agire in modo cristiano, nel pieno conflitto israelo-palistinese. "Mi sono accorto che le cose essenziali nella vita non sono poi tante - confida Bruno Pistocchi - E' relativa la nostra efficienza occidentale. Non portiamo cultura e civiltà, ma spesso interessi economici da difendere. Anche se devo dire che ho conosciuto tanti missionari che lavorano per il signore, uomini che vanno oltre gli interessi materiali, gran belle persone". Poi accede un punto di rotture e di svolta nella sua vita. Durante il campo di lavoro in Egitto conosce Gabriella. Un incontro che ha cambiato il suo destino. "Venivo da un esperienza da Timor est che mi fece cadere alcune certezze. Mi trovai di fronte una bella ragazza per la quale persi la testa. Avevo carenze d'affetto. Avevo doveri da rispettare, promesse da mantenere- ci rivela Bruno- parlai con i miei superiori dissi loro tutto ciò che mi stava attraversando il cuore . Loro credevano fosse un fuoco di paglia, ma mi resi conto che non era facile che si troncasse, le cose diventarono sempre più intense. Da allora in poi avrei fatto una vita diversa. Lasciai i voti. Chiesi il permesso a Paolo sesto e mi sposai in chiesa. Non ripudio niente della mia esperienza da sacerdote". Il primo scoglio che ha affrontato l'ex don Bruno è stata l'esigenza di dover lavorare per mantenersi. "Prima ero garantito sotto tutti i punti di vista- confessa il nostro ospite-.Trovavo ovunque una casa dove mangiare, dormire, sapevo come e dove andare dal dottore. Insomma avevo determinate certezze con i miei confratelli. Non sapevo cosa fossero le bollette. Fortunatamente Gabriella insegnava, io conoscendo le lingue traducevo, e così abbiamo messo su una dignitosa famiglia". Paolo insiste nel volersi far definire in qualche modo da Bruno Pistocchi il concetto d'amore e la sua interpretazione non tarda a farsi valere: "L'amore non ha facce, l'amore è -asserisce perentorio il signor Pistocchi- Poi tu lo riversi in ogni forma di voler bene. Voler bene è Dio. La chiesa è un altro discorso. L'amore è Dio. Tutto ciò che è positivo è Dio. Il celibato ecclesiastico è una legge non è una scelta di Dio. E' una scelta difficilissima. Tanto di cappello per chi la porta fino in fondo, ma dovrebbe essere una scelta personale, non deve essere un'esigenza ideologica. Il celibato è un optional, è una scusa in più forse ma per qualcuno è un alibi. C'è da dubitare di questo amore universale che non ha materia su cui posarsi. Io ho umanizzato con la mia famiglia questo amore così universale. Io non credo alla quantita' , ma alla quantita'. Se un prete riesce davvero a patire dentro come si fa con i nostri figli penso che la sua paternita' sia uguale alla nostra. Come si fa a giudicare. Quando è nata mia figlia è cambiato il mio senso della vita. Anche dopo il mio sacerdozio io dentro resto ancora prete , posso benissimo confessare tanto quanto un sacerdote più santo di me. La chiesa romana non mi ha chiuso le porte, continuo a fare esercizi per loro, ma sono esercizi marginali, ogni piccola possibilità me la devo conquistare. Se a loro va bene così, mi adeguo"... Parole sante. 

 

Pubblicato in Storie
Domenica 27 Aprile 2008 00:35

Giuseppe Altamore

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Pubblicato in Incontri
Domenica 20 Aprile 2008 00:35

Moni Ovadia

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Pubblicato in Incontri
Domenica 13 Aprile 2008 00:35

Mario Capanna

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