Recensioni
< Dannazione e riscatto, le manette evocate nel titolo sono uno spartiacque in quella vita che pareva senza limiti.
Romantico, cinico, a metà tra l'idealismo ruspante ed il materialismo più ispirato, califano ha scritto la propria vita sul mito del sesso, droga e rock and roll. Schietto e amante delle donne, ''Il Califfo'' è riuscito a conquistare un ruolo mitico non solo per il pubblico che lo ha seguito negli anni del suo boom, ma anche per le giovani generazioni, che lo hanno eletto a loro maestro di pensiero, trovandolo molto più spiazzante e originale di tanti loro coetanei. ''Senza manette'' - Collana Ingrandimenti di Mondadori - è la prima vera autobiografia di Franco Califano: l'infanzia randagia, il carcere, l'ospedale, le donne (circa 1500, talvolta famose), il sesso (ovviamente, quello raccontato e quello insegnato), le canzoni (quelle che ha cantato e quelle che ha scritto per altri), le avventure più scellerate e i pensieri più intimi.
 

Nel libro, Carlo Truppi professore ordinario di Cultura Tecnologica della Progettazione presso la Facoltà di Architettura di Siracusa, propone al regista Wim Wenders, attraverso un'intervista, un viaggio nei luoghi che formano il paesaggio delle sue opere. Luoghi che l'uomo porta da sempre dentro di Se': i luoghi dell'anima. Strade, case, stanze, alberghi, caravan, città. Paesaggi sconfinati dell'andare, lungo una frontiera che rivela un costante invito a varcare, a mettersi alla prova, ad affrontare l'ignoto, per portarsi dove andare è necessario. Si tratta di connessioni tra l'architettura e i campi del conoscere e dell'esprimere, riferendole prevalentemente ai luoghi. Ufficio Stampa per le Edizioni della Meridiana - Annalisa Di Domenico – dpa.pressagency@gmail.com -