Recensioni

 

Di Laura Boldrini
Casa editrice. Rizzoli
Prezzo: 18 euro
 
Laura Boldrini da oltre venti anni lavora nelle agenzie Onu. Dal 1998 è portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). In questi anni ha svolto numerose missioni nei principali luoghi di crisi, tra cui Kosovo, Afghanistan, Iraq, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.
 
Sayed ha vent’anni. A undici è dovuto scappare dall’Afghanistan, lasciando la madre e la propria casa, per sfuggire a chi lo voleva costringere a combattere con i talebani. È arrivato in Italia dopo nove anni di viaggio, tra stenti e periodi di prigionia, trattato in modo disumano. Quella di Sayed è solo una delle tante storie raccolte da Laura Boldrini nella sua lunga esperienza in prima linea. Cosa spinge migliaia di persone a cercare di raggiungere le coste italiane sfidando ogni pericolo? Che cosa sappiamo veramente di loro? Dobbiamo averne paura? È giusto respingerli, come il governo italiano ha deciso di fare dal maggio 2009? Oggi nel dibattito pubblico si tende a considerare tutti i migranti allo stesso modo, mettendoli indistintamente in un unico grande calderone e presentandoli come minaccia alla sicurezza. Anche i rifugiati, da vittime di regimi e conflitti, finiscono per rappresentare un pericolo. Un grande equivoco che mina i principi di solidarietà e di diritto radicati da sempre nella società italiana. Dalle parole di Laura Boldrini emerge una realtà invisibile all’opinione pubblica. L’autrice, che negli anni ha affrontato con passione e coraggio alcune tra le principali crisi umanitarie _ dal Kosovo, all’Afghanistan, dal Sudan all’Iraq , racconta la propria esperienza, maturata nell’incontro costante con il dolore di chi è costretto a scappare. Ma descrive anche l’Italia della solidarietà, spesso oscurata dai mezzi d’informazione: dagli uomini che mettono a rischio la propria vita per salvare in mare i naufraghi partiti dalle coste africane, alle tante persone che nel rapporto quotidiano con immigrati e rifugiati realizzano un’integrazione vera e spontanea, gettando le basi per la società italiana del futuro.
 
 

di Francesca mazzuccato

Historica Edizioni
 
Se esiste il paradiso Villefranche-sur-Mer di Francesca Mazzucato è un viaggio nella luce del sud della Francia: un viaggio breve se si passa dalla Liguria del ponente, niente di troppo impegnativo, un piccolo viaggio che si può fare in macchina, in aereo, o in treno. Cambiando a Ventimiglia, prendendo il Nizza che ferma anche a Montecarlo.
Un viaggio dove e perché?
Il perché non ha parole per essere spiegato, se non in una storia-non storia di un vagabondaggio inquieto, fino a un paese anfiteatro che sembra un presepe, una favola di Natale anche fuori stagione, una macchina del tempo per tornare alla purezza dell’infanzia, una stanza dei giochi, fra profumo di mare, reti, barche e quel passeggiare quando il cielo sa di malva e diventa sera.
Un piccolissimo village che regala, a chi è di passaggio o stanziale, l’incanto di una delle baie più belle del mondo e tante storie incrociate con lo spazio accogliente per infilare la propria, per farla diventare parte di quel tutto che si incontrerà, senza cesure fra mare e cielo, senza alcun velo (se esiste, e non è così, ma se per caso esiste, il paradiso è qui).
Un viaggio su orme già percorse da Erika e Klaus Mann, da Jean Cocteau e tanti altri, una colonna sonora speciale, Daniel Barenboim, per cercare un’armonia interiore ed esteriore, spirituale e carnale, per sfuggire a qualcosa o darsi a qualcos’altro. Questo accade, a Villefranche-sur-Mer, sotto a Eze Village, tra la rue Obscure e tre frontiere. Accade, produce un inaspettato incantesimo e il piccolo villaggio di pescatori non si lascia più dimenticare.