La storia di Somaly Mam è quella di una "sopravvissuta". Cambogiana, 35 anni, sa ben poco della sua infanzia. Non ha conosciuto i genitori, sa solo che la persona che "si prendeva cura di lei" l'ha venduta a un vecchio che a sua volta l'ha ceduta a un bordello. Qui ha subito torture, assistito a violenze e sevizie su decine di compagne. E' stata sottoposta per anni a elettroshock e frustate dai suoi aguzzini. Finché ha sposato un francese, Pierre Legros, che l'ha portata con sé in Europa. E l'ha sottratta a un destino certo. Ma solo fisicamente. L'anima e il suo cuore sono rimasti in Cambogia, segnati per sempre da anni di maltrattamenti. Non riesce più a dormire, ha divorziato dal marito (perché non vuole essere causa di dolore per altri) e ha fondato un'associazione per la tutela delle donne sottoposte a violenza nella sua terra. Ogni anno, insieme a 134 persone del suo staff, salva dalla prostituzione centinaia di ragazze. Ha ricevuto minacce di morte, ma continua- imperterrita- la sua battaglia. Nel febbraio 2006 ha portato la bandiera olimpica assieme ad altre sette grandi donne. La sua storia la racconta in un libro commovente "Il silenzio dell'innocenza".