"La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità  e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte. Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare."Questo è lo stralcio di un articolo di Anna Politkovskaja, uno dei suoi ultimi articoli. Anna era una giornalista russa coraggiosa e indipendente, uccisa da una mano misteriosa lo scorso 7 ottobre. Da anni combatteva, attraverso il suo lavoro, per far conoscere a tutto il mondo la tragedia della "grande prigione caucasica". Ma la sua battaglia è stata bloccata da un colpo di pistola. Per questo Adelphi, Articolo 21, Internazionale e Nessuno Tv hanno lanciato una campagna congiunta. L'appello, chiede verità  per Anna, vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sul rispetto dei diritti civili in Russia. Per sottoscriverlo