Lunedì 11 Aprile 2011 12:25
Mi chiamo Ester, sono una ragazza di 23 anni,pensando al mio senso della vita non riesco ad essere breve o a racchiuderlo in un concetto più o meno astratto, da quasi 8 anni combatto con il dolore e la paura.Sono la maggiore di 4 fratelli, genitori separati da ormai 3 anni, padre più o meno assente da tutta la vita, madre malata da ormai 8 anni. Ebbene si,un giorno mentre tornavamo da un giro in città sul treno mia madre ha avuto il primo di una lunga serie di attacchi epilettici, dovuto ad un tumore al cervello. Dopo il primo intervento qualcosa è andato storto, c'è stato un ascesso e è stata operata nuovamente, il secondo intervento ha causato una paralisi temporanea della parte sinistra del corpo e permanente per quanto riguarda il braccio sinistro .Sono l'unica a lavorare in famiglia, ovviamente con contratti brevi, mi sposto da un lavoro ad un'altro frequentemente, da lavori più retribuiti e soddisfacenti a lavori umili e poco retribuiti!
Devo pensare a i mie fratelli, a mia madre e alla casa. Molto spesso mi chiedo se io sia felice, se veda un futuro chiaro e non sempre buio,se io possa essere ottimista, se una volta almeno nella vita io possa sorridere e non sentirmi in colpa,se io possa pretendere anche qualcosa di molto piccolo ma per me solo per me,può sembrare egoista ma molto semplicemente non è egoismo,è stanchezza,per una vita che ho deciso e fortemente voluto condividere con chi è il sangue del mio sangue ma un giorno forse lontano farò i conti con me stessa e non voglio sentirmi vuota. Forse il senso della mia vita è riuscire a vivere con la mia famiglia, per la mia famiglia ma contemporaneamente vivere con me stessa, per me stessa e cosi riuscirò a ridere,ad amare, sognare e anche chi mi sta accanto ogni giorno sarà un tantino più felice.