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IL VALORE DELLA DIGNITA'

Elena, 42 anni, Milano
Mio padre mi ha lasciata vent'anni fa, se n'è andato silenziosamente, abbracciato alla sua meravigliosa dignità; la stessa con la quale ha vissuto la sua breve ed umile vita. Faceva il magazziniere per una piccola ditta di componenti industriali,ed io non ricordo di averlo mai visto un giorno a casa dal lavoro Ogni mattina prima di uscire,mi dava un bacio e mi sorrideva schiacciandomi l'occhio in segno di intesa. Noi due eravamo complici, alleati, amici,e condividevamo lo stesso spirito bonario per la vita,gli stessi interessi, le stesse risate. Quand'ero piccola non avevamo un granchè, ma i miei Natali infantili sono stati lividi di carezze e tenerezza. Non mi è mai mancato nulla di materiale, ogni mio desiderio è stato esaudito,con amore e sacrificio. Mio padre ha indossato per dieci anni lo stesso giubbotto verde chiaro per andare al lavoro, quel giubbotto che è conservato ancora nel suo armadio. Ogni tanto apro quell'armadio, lo guardo, chiudo gli occhi e lo rivedo mentre si accinge alla fermata del metrò. Dal balcone del nostro piccolo appartamento, c'è una bambina che accenna ad un saluto con la mano. Quella bambina felice che lo ha seguito in quel suo viaggio senza ritorno. Oggi al suo posto c'è una donna,con un'altro bambino che ogni sera manda un bacio alla fotografia del nonno. Il mio senso della vita è insegnare a mio figlio il valore della dignità. Fare di lui un uomo vero che abbia occhi in grado di sorridere anche alle difficoltà. Come sapeva fare mio padre!
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