Il libro "Ragazzo. Storia di una vecchiaia" edito da Marsilio Editore, è il testo dal quale si è snodato l'intervento in studio di Massimo Fini. L'autore traccia una sorte di curva inesorabilmente veritiera, cinica e senza alcuna ipocrisia retorica sul tema della vecchiaia. Quella che solitamente conosciamo come terza età e che definiamo sempre con compassione o non accettazione, altro non è che una fase della vita e come tale va affrontata. E' inutile occultare l'inevitabile, la vecchiaia va semplicemente vissuta. Vivendo in pienezza la vecchiaia si può vivere "senza paura" anche l'idea di morte. Il libro al dunque è un appassionato inno alla giovinezza a "quella irripetibile età in cui ci chiamavano ragazzi". A rafforzare questa saggezza narrativa ci sono i ricordi e le esperienze personali dell'autore: il tutto suggellato con ironia, passione, tenerezza e lucidità al limite del sarcasmo. Il testo è una sorta di intensa autobiografia che delinea una traiettoria ineluttabilmente in rapporto con il concetto di tempo, in moto perpetuo, per l'appunto, fra giovinezza e vecchiaia.