La signora Ewa Mayer vive a Moncalieri (To) e fino a poco tempo fa aveva con il marito un’attività artigianale nel paese. Dal 2008 con l’avvento della crisi economica mondiale le piccole e medie imprese accusano un netto decremento del carico lavorativo. Anche la loro attività di restauro e vendita di mobili antichi viene compromessa. Non muta però l’onere fiscale e contributivo da versare nelle casse dello Stato indicato dalle percentuali fisse degli studi di settore. Il risultato è che nella dichiarazione dei redditi la piccola impresa di restauro rimane con uno scoperto Inps di circa 6.000 euro. Ecco allora che Equitalia si presenta come ente riscossore del debito verso lo Sato italiano e da quel momento cambia la vita di un’intera famiglia. Il marito di Ewa, che il mestiere lo aveva ereditato dal padre, si trova recapitato un avviso di pignoramento delle mura del magazzino, poi della casa, ed il fermo amministrativo dei mezzi di produzione. Un fulmine a ciel sereno. La sua salute ne risente immediatamente. Ad aggravare la situazione i metodi di riscossione che Equitalia mette in atto. L’artigiano invece di essere agevolato nel pagamento viene ancor più impaurito dall’applicazione di incontrollabili interessi di mora che quel debito fanno aumentare di giorno in giorno. La questione si trascina fino ad avere un esito tragico. Il marito della signora Mayer, che in un disperato appello documentato dalla trasmissione giornalistica di rai 3 Report denunciava le modalità di riscossione di Equitalia ammonendo che così “faceva ammalare la gente”, viene stroncato da un infarto. Lascia così moglie e due figli in età scolare. La signora Mayer oggi percepisce solo una pensione indiretta di poco più di 400 euro mensili. Ha chiuso l’attività legata al marito e ritirato la licenza. I suoi figli hanno negli occhi il ricordo del padre in lotta con uno Stato che per loro è l’unico colpevole della sua morte. Ewa è una donna forte, dal sangue freddo, ma il ricordo del marito e la rabbia portano inevitabilmente un velo di lacrime a coprire il suo sguardo. In studio la signora Ewa ripercorre tutta la sua storia.



