Monica Micheli Panozzo,autrice del libro “1001 buoni motivi per rifarsi le tette”, si dedica in studio con Paolo ad un particolare “tete a tete”. Un incontro curioso e a tratti tutt’altro che “morbido”. Le sue teorie prendono traiettorie estetiche particolari, soprattutto quando descrive“l’acquisto” di un seno finto come il raggiungimento di un sogno e allo stesso tempo come motivo di una rinnovata personalità. La pulsione che porta al cambiamento esteriore ha una radicata origine nella non accettazione estetica. Il limite è fra il non accettarsi e il migliorarsi per sviluppare un maggior amor proprio e soprattutto per manovrare una nuova arma, come una sorta di rivincita nei confronti di questo mondo dell’apparenza: la seduzione. Un sensuale magnetismo attuato attraverso una rivalsa estetica. A questo punto l’ospite in studio
si scatena sfoggiando una profonda conoscenza di un mondo siliconato, ma con un anima. Quella di un corpo rinnovabile, ristrutturabile, che apre verso un nuovo mondo fatto si di silicone, ma anche di cuore e cervello. Un’iniziativa votata al ripristino del buonumore. Argomenti importanti che svelano con una tagliente ironia, che mostrano come un’accattivante scollatura, le curiosità suscitate in se stessi, negli ospiti in studio e a casa, quando la signora Panozzo parla della possibilità di sfogliare il “catalogo” delle varie forme possibili di seni: dalle “tette Waka Waka” alle “gemelle diverse”, dalle “tette prova a prendermi” alle “mensolate, comode per appoggiarci la lattina di birra”.
Dopo aver rifatto le tette, a suo dire, le quotazioni in qualsiasi ambito salgono notevolmente. La nostra amica tettologa, mostra addirittura, con una teoria simil keynesiana che le tette migliorano l’economia, ridanno fiducia all’individuo e alle masse, provocano benessere….fungono, è il caso di dirlo, come ammortizzatori sociali.



